Tre sull’altalena


Tre sull’altalena


Tre sull’altalena


Tre sull’altalena


Tre sull’altalena

La compagnia “Chi è di Scena” di Catania

vincitrice del premio speciale

Rassegna ART 2009

Autoproduzione Roma Teatro

promossa dal Teatro allo Scalo di Roma

porta in scena la commedia

Tre sull’altalena

in scena al Duse Teatro

24 e 25 settembre h. 21.00

26 settembre h. 18.00


di Luigi Lunari

regia Silvio Salinari

con Claudio Rictus, Andrea Zappalà, Andrea Luca e Rita Re

tecnico luci Stefania Mazzaglia

tecnico musiche Irene Albergo

TRE SULL’ALTALENA


Note di regia

Tre sull’altalena, commedia del noto autore italiano contemporaneo Luigi Lunari e rappresentata con
successo in tutti i teatri del mondo, poggia su uno scenario enigmatico in cui si ritrovano catapultati un commendatore,
un capitano e un professore.

La struttura della commedia è quella tipica del Teatro dell’Assurdo: da tre diverse scale,
che partono da tre diversi androni, siti in tre diverse vie, si arriva in un luogo vuoto e imprevisto dove i tre personaggi,
estranei gli uni agli altri, si trovano improvvisamente chiusi, senza vie d’uscita. L’arrivo finale di una inattesa figura non fa che
infittire il mistero del luogo e lascia i personaggi al punto di partenza: ” … dove siamo, e perché siamo qui?”

I tre protagonisti vivono, nell’arco di una notte, una situazione paradossale, a metà strada tra l’assurdo e il trascendente, in una sorta
di rompicapo bizzarro ma essenzialmente impregnato di una straziante umanità …

Tra battutine, frecciate, lezioni di filosofia, barzellette, riflessioni esistenziali, i tre si barcamenano sulla loro altalena.
È un alternarsi continuo di dialettica, azione, comicità grottesca e riflessioni sull’eterno dilemma dell’ uomo: il significato della vita e della morte.
Un’altalena, appunto, di sensazioni, emozioni forti, sentimenti contrastanti, il tutto avvolto da un alone di mistero che rasenta il giallo.

In bilico tra comicità e assurdo, metateatro e metafora dell’esistenza, i personaggi di Lunari si alternano in un fitto ed avvincente
scambio di visioni intuendo, solo alla fine, di essere aggrappati ad un comune e inaspettato destino.

Della commedia, Dario Fo ha detto: “Una macchina di fantastica fattura, una delle poche invenzioni teatrali per le quali valga la pena di uscire la sera,
prendere un taxi e starsene seduti in una sala stipata di gente”
.

Io e i miei attori abbiamo lavorato sul testo sin dall’inizio con la consapevolezza che questa “meravigliosa” macchina teatrale fosse il mezzo
più idoneo per poterci esprimere, raccontando a modo nostro emozioni, stati d’animo, paure e insicurezze dell’uomo moderno.
Ci auguriamo di cuore di esserci riusciti.

Il regista

Silvio Salinari