assegnato a Midia
Motivazione della Giuria giornalisti
L’assunzione dei cliché e degli stilemi desunti dai codici televisivi sono utilizzati con atteggiamento consapevole e critico, così da costituire una divertente ed efficace smitizzazione dei luoghi comuni. Il gioco di realtà e finzione che investe la stessa presenza degli attori al concorso ha la forza di trasformare il fallimento in successo, così come il linguaggio televisivo è impiegato in modo da trasformarsi nel suo contrario. Il premio, pertanto, viene conferito al Progetto Midia della Compagnia Francesca Sangalli, Filippo Gessi, Serena Di Gregorio, Alex Cendron.
Vedendo Midia sono rimasta a bocca aperta, letteralmente! Vedo un sacco di performance, spettacoli, ecc… ed era da tempo che non vedevo qualcosa di così… come definirlo? qualcosa che funzionasse così maledettamente bene da tutti i punti di vista. Ironico, intelligente, meravigliosamente politically incorrect, spudorato ed elegante, scritto e recitato da dio… Davvero complimenti, anche a Francesca Sangalli, che ha scritto un testo supersonico.
Chiara Pippo
Messaggero Veneto
Operazioni di chirurgia estetica con laser che bruciano anche i cervelli, genitori con il figlio omosessuale, disperati, ma solo a tratti, quando la televisione non li ipnotizza; casting di veline e giovani “di belle speranze”. Il tutto annegato in un mondo dove non c’è spazio per passare o per stare, e la normalità è quella di ritrovarsi pigiati gli uni agli altri, così stretti da non riuscire più a muoversi.
Lo spettacolo è teatralmente ben costruito, pulito e offre diversi spunti di creatività. Oltre che un buon numero di risate. A loro agio gli attori, preparati e dotati di un bel ritmo.
Claudio Melchior
Gazzettino
Si ride, come davanti all’imperatore messo a nudo. Per chi crede che la televisione non sia il male assoluto, ma semplicemente una lente di ingrandimento piazzata sulla realtà di un Paese che ha perso, tra ragazzine ammiccanti e politici corrotti, la propria identità, Midia è uno spettacolo altamente educativo.
Alex Cendron, Eliseo Cannone e Serena Di Gregorio sono bravi. Si misurano con la commedia, quella dei giullari di corte, trasferiscono al pubblico una realtà drammatica mantenendo il sorriso sulle labbra. Così è peggio, fa più male e gli applausi, alla fine, se li meritano tutti.
Fabiana Dallavalle
Messaggero Veneto