sabato ore 20.45 – domenica ore 17.45

 

 

medea bot

 

 

 

Note di regia “MEDEA la straniera”

Di Luciano Bottaro

Un testo insolito per una messinscena particolare perché il vero problema che si ha da esseri umani ad affrontare un testo e un personaggio come Medea è quello di trovare una spiegazione al gesto, il più terribile, che è quello di porre fine alla vita della propria discendenza, un gesto per cui bisogna dimenticare di essere “umani” in questa versione della Medea di Bottaro il gesto non lascia dubbi e non lascia spazio a nessuna interpretazione o desiderio di comprendere, perdonare, capire e giustificare un tale gesto. Una messinscena elegante e cruda allo stesso tempo, dove i ritmi tribali e “barbari” del cuore della protagonista si fondono con la stucchevole realtà di un paese che non le appartiene. La messinscena di Luciano Bottaro quindi traendo spunto da Muller, Seneca ed Euripide vuole dare una nuova veste alla storia senza dimenticare l’origine della storia stessa. Con un finale liberatorio che non vuole sorprendere ne sbalordire ma che allo stesso tempo si avvicinerà alla verità proprio nel momento in cui se ne allontanerà maledicendola.